giovedì 28 agosto 2014

Sguardo Sul Medioevo: "I CAVALIERI DI CRISTO", RECENSIONE DI PIERLUIGI P...

Sguardo Sul Medioevo: "I CAVALIERI DI CRISTO", RECENSIONE DI PIERLUIGI P...: I Cavalieri di Cristo è un libro di saggistica storica dedicato agli ordini monastici-cavallereschi scritto dallo storico e studioso france...

domenica 2 dicembre 2012

"La Stirpe dei Re" di Pierluigi Curcio


La Stirpe dei Re di Pierluigi Curcio

Carissime amiche lettrici, eccoci un’altra volta a lasciare da parte il romance per occuparci di un altro genere, lo storico-leggendario.
Non molto tempo fa vi ho presentato il primo libro di Pierluigi Curcio ispirato al ciclo Arturiano, intitolato “Artorivs”. Quest’oggi invece vorrei parlarvi de “La Stirpe
dei Re”, una serie in formato digitale composta da sei puntate, di cui l’ultima è uscita a fine settembre.

Ci ritroviamo ad Avalon, ma questa volta nel 350 D.C.; sì perché, in questa storia vediamo scorrerci davanti la vita dei discendenti di Lucio Artorius Casto.
Inizia tutto con un ragazzino, Mordred e una vecchia profezia: “I figli di Albion e i figli dei Sarmati deportati avranno un unico Riothamus che li guiderà contro i nuovi invasori. Nonostante il sangue romano che lo percuote, Artorius è stato il primo a dare l’esempio. Suo figlio Mordred ne occuperà il posto e così il figlio di quegli, fin quando le tenebre oscureranno la terra e torneranno anche i giorni della gloria e dell’onore”.
Queste semplici parole però segneranno il suo destino e lo costringeranno ad iniziare un duro addestramento, che gli permetterà di diventare un vero guerriero.
Passeranno gli anni e ritroveremo Mordred padre di due figli e con un ruolo molto difficile da dover affrontare.
In questo libro ritroviamo le atmosfere che avevamo lasciato in Artorivs. Non mancano le battaglie, epiche, travolgenti che ti lasciano con il fiato sospeso fino alla fine.
Ci sono relazioni amorose e una donna forte e coraggiosa che giocherà un ruolo fondamentale nella storia.
Molteplici personaggi si intrecciano tra di loro per dare vita ad una storia completa, coinvolgente e avventurosa da cui non vorremmo mai allontanarci. Pensate che la prima volta che ho letto l’intero romanzo ho impiegato un solo giorno, tanta era la voglia di continuare e di sapere come sarebbe andato a finire!!;)
Pierluigi aveva già dimostrato le sue grandi doti di scrittore con Artorivs, ma qui vediamo quanto sia maggiormente migliorato.
E’ vero, tutti e due i romanzi sono basati su leggende, ma sono anche intrisi di fatti storici e costellati di usi e costumi che ci permettono di seguire il percorso della caduta dell’Impero Romano d’Occidente.
Insomma tutto ciò denota il grande lavoro e lo studio che Pierluigi ha dovuto affrontare per poter scrivere i due libri.
Credo che chi si cimenti nella stesura di manoscritti ambientati in epoche diverse dalla nostra, sia veramente d’ammirare, proprio perché noi lettori  non ci rendiamo conto di quanto in realtà ci sia dietro a tutto ciò.
Pierluigi è quindi riuscito ancora una volta a creare una storia unica, originale e talvolta commovente da cui è difficile rimanere indifferenti, ma da cui invece possiamo soltanto lasciarci travolgere e appassionare.
Vorrei inoltre, oltre a consigliarvi questa meravigliosa serie, segnalarvi l’apertura del suo sito: 
dove potrete trovare tutte le sue opere (che sono veramente tante!!;) ) e anche rimanere aggiornati sulle novità che lo riguardano.
Vi informo anche che potrete trovare notizie davvero interessanti su “La Stirpe dei Re” alla pagina facebook:

Carissime amiche, non posso far altro che augurarvi buona lettura e ringraziare Pierluigi per le nuove emozioni che ogni volta riesce a donarci con le sue parole.

SereJane 


domenica 4 novembre 2012

Il giuramento del cavaliere

Il giuramento del cavaliere
La mia anima a Dio
La mia vita al re
Il mio cuore alla dama
Il mio onore a me
cav1

giovedì 19 luglio 2012

Pierluigi Curcio "ARTORIUS", il fascino della storia

Parliamo di un personaggio storico, da cui la leggenda è nata è si è sviluppata, non una figura creata dalla leggenda.
Sullo sfondo dei tragici avvenimenti che sconvolsero l’Impero Romano nel II sec. d.C., la figura di Lucius Artorius Castus, tra intrighi, amori e guerra, si staglia sui bordi della storia, fino a raggiungere quel che gli uomini chiamano leggenda.
II sec. d.C. Amore, odio, lotte e passioni seguono la vita di Lucius Artorius Castus attraverso gli anni in cui l’impero vede emergere le figure di Antonino il Pio, Marco Aurelio, Commodo, Pertinace e Settimio Severo. Dalla lontana Syria alle sponde ghiacciate del Danubio, dalla lontana Britannia alla stessa Roma. Il sogno di una Britannia unita e l’amore per la figlia del drago, condurranno quest’ufficiale di cavalleria romana a quel che gli uomini chiamano leggenda. Sventata l’invasione caledone e un attentato contro Commodo, abbandonata la terra d’Albion, otterrà l’incarico di procuratore centenario in Liburnia, ma i destini con i britanni e gli stessi sarmati convoglieranno ancora allo scoppio della guerra civile che vedrà come protagonisti tre possibili imperatori: Pescennio Nigro, Clodio Albino, Settimio Severo.


SereJane ha letto per noi 
di Pierluigi Curcio



Carissime amiche lettrici, ci ritroviamo sempre a parlare di romance, il nostro argomento preferito, ma questa volta cambiamo completamente genere per occuparci di un altro tipo di romanzo: storico- fantasy. Credo che voi tutte conosciate le leggendarie avventure medievali di Re Artù, ma se le storie che fino ad ora ci hanno raccontato non fossero soltanto favole? E se la figura di Artù non fosse solo un’invenzione della letteratura, ma dietro vi si nascondesse una realtà che ancora non ci è stata del tutto raccontata?
Agli inizi del Novecento lo studioso Kemp Malone ipotizzò che Artù potesse essere riconducibile a Lucius Artorius Castus, un condottiero romano appartenente in primis alla III legione Gallica, poiché le sue gesta sono molto simili a quelle narrate nelle cronache arturiane, per non parlare del fatto che l’unico Artorius che sembra essere stato in Britannia sia proprio Castus.

  
Veniamo quindi al nostro romanzo: “Artorius”, dove Pierluigi unisce finzione e realtà, e devo dire in maniera a dir poco eccellente.L’inizio può sembrare un po’ lento, ma posso assicurarvi che questo libro è tutt’altro che lento, perché superata la parte introduttiva (sicuramente utile) veniamo completamente travolti e catturati dalla storia. Personalmente, se avessi potuto, non mi sarei mai staccata dal mio lettore e-book sino alla fine!!! ;)
Partiamo dal sottotitolo: “amori”…. Eh già, il plurale casca proprio a pennello, perché quest’uomo fa proprio una bella strage di cuori eh??!!! Un guerriero del suo livello non poteva mica accontentarsi di una sola donna, giusto? Lascio a voi però, capire se tra di loro ci sarà una favorita! Solo un avvertimento: attente a non cadere vittime anche voi del suo fascino, potrebbe succedere moooolto facilmente..;)
“Imprese”…. Parliamo di battaglie… e che battaglie!!! Pierluigi ha fatto veramente un ottimo lavoro: i combattimenti sono spettacolari, ti travolgono e ti tengono con il fiato sospeso fino alla fine.
Ogni tanto mi piace cambiare genere e sono contenta di avere accantonato per qualche giorno il romance, per dedicarmi ad un romanzo di questo livello. Pierluigi ha pubblicato il suo “Artorivs” solo l’anno scorso, ma mentre leggevo mi sembrava di avere a che fare con un autore già affermato e con anni di esperienza. Eh si, perché il suo stile è molto avanzato, non certo quello di un esordiente; è dettagliato, preciso, per non parlare della profondità dei personaggi e della loro accurata descrizione.










Non a caso, infatti Pierluigi è stato menzionato in varie occasioni come per esempio:
- negli atti del primo congresso internazionale di studi arturiani: Lo re Artù k’avemo perduto Storia e mito di Artù e del Graal in Italia
- su Wikipedia nella Bibliografia dedicata a Lucio Artorio Casto.
Insomma per una volta mi rivolgo anche ai maschietti, se avete voglia di sapere una storia diversa da quella che vi hanno sempre raccontato su Artù quale migliore occasione? Lo splendido romanzo di Pierluigi vi offre davvero la giusta opportunità e secondo me non dovreste lasciarvela sfuggire!;)
Chissà che magari dopo averlo letto, non abbiate voglia, come è successo a me, di fare qualche ricerca e di saperne qualcosa in più..;) D’altra parte nella vita non si smette mai di imparare!
Alla prossima!
SereJane

disegni di Andrea Tentori Montalto

venerdì 30 marzo 2012

Il giorno 8 maggio in libreria: "La Regina Irriverente" di Carla Maria Russo


Sapeva leggere! È forse quello della cultura il discriminante di Aliènore d'Aquitania (Bordeaux 1122 - Fontenvrault 1204), due volte regina, ma colpevole d’aver vissuto in un’epoca in cui le donne erano costrette al silenzio.
Coltissima; spregiudicata; stravagante e dotata di forte personalità, vive in un’epoca di rinascita delle lettere, delle arti e della cultura, all’inizio di quello che Le Goff *chiama il “decollo” dell’Europa. È anche tramite fra due generazioni poetiche di straordinaria importanza. Il nonno, il duca Guglielmo d’Aquitania, era stato un poeta amatissimo e celebre; mentre la corte di una delle sue figlie di primo letto, Maria di Champagne, sarà il riferimento di un cenacolo altrettanto fertile per le arti e la poesia; dobbiamo anche a lei se l'opera dei trovadori in lingua d'oc contiene fin verso il 1160 le sole tracce conservate di ciò che chiamiamo "Amor Cortese".
Aliènore  D'Aquitania, regina di Francia e poi d'Inghilterra era la primogenita di Guglielmo X, duca di Aquitania e di Guascogna; ad otto anni, già erede delle Contea di Poitou, dei Ducati d’Aquitania e Guascogna e dei territori di Saintogne, Marche, Limousin, Périgord e Angounois per la morte del fratello maggiore Guglielmo l’Ardito e poi di entrambi i genitori, era stata promessa al futuro Re di Francia Luigi VII che, pur destinato alla carriera ecclesiastica, a causa del decesso del fratello all’età di undici anni il 25 ottobre del 1131, fu consacrato a Reims. Si sposarono il 25 luglio del 1137 nel palazzo di Ombrière a Bordeaux.…


                                                                                                                                                                                                "La Regina Irriverente" 



è la storia del tempestoso, sorprendente e avventuroso matrimonio fra Aliènore d'Aquitania, quindicenne, erede di uno dei più potenti stati d'Europa, bellissima, piena di gioia di vivere, colta, audace, con Luigi di Francia, diciassette anni, destinato al convento per una viva vocazione religiosa ma costretto a rinunciare per la morte del fratello primogenito, cupo, dedito alla preghiera e alla penitenza, timidissimo e impacciato...Una coppia quanto mai mal assortita. Ciò nonostante il loro matrimonio riserverà molti colpi di scena e non sarà mai banale.


*Jacques Le Goff (Tolone, 1º gennaio 1924) è uno storico francese, studioso della storia e della sociologia del Medioevo, tra i più autorevoli studiosi nel campo della ricerca agiografica.


 Di seguito in anteprima la trama de "La Regina Irriverente" in uscita tra due settimane esatte!

Aliénore ha quindici anni e, all’improvvisa morte del padre, eredita la corona di uno dei territori più ricchi d’Europa: il ducato d’Aquitania. È cresciuta alla scuola
del nonno, il potentissimo Guglielmo il Trovatore, famoso per le stravaganze, gli eccessi e l’immoralità dei comportamenti.
Da lui Aliénore eredita non solo la stupefacente bellezza, ma anche la concezione della vita e i tratti del carattere, inclusa la spregiudicatezza e la forte sensualità.
Come Guglielmo, è colta, intelligente, determinata, ama la vita e sa goderne i piaceri.
Luigi, secondogenito del re di Francia, ha diciassette anni. È cresciuto in convento, sotto le cure assidue di Sugero, abate di Saint Denis. È animato da una religiosità
profonda e, per certi aspetti, ossessiva.
Desidera solo fuggire il mondo e le sue tentazioni, per chiudersi nella pace della clausura. Ma la morte improvvisa del fratello primogenito lo costringe ad assumersi responsabilità per le quali né lui si sente portato né gli altri lo reputano all’altezza.
A Luigi, per ragioni politiche, viene imposto di sposare Aliénore d’Aquitania.
Mai coppia fu peggio assortita, almeno all’apparenza.
La regina irriverente è la storia del loro matrimonio, tempestoso, sorprendente e animato da continui colpi di scena.